Perché cerchiamo di togliere cause invece di aggiungere terapie
Un modello che funziona meglio se non guarisci
C'è una domanda che il Dott. Fabio Di Gennaro si porta dietro da quindici anni di studio: perché tante persone girano per anni tra professionisti diversi senza che nessuno metta insieme i pezzi? Non è colpa dei singoli. È come è fatto il sistema.
Se ogni seduta è una prestazione che si paga, il conto economico premia la ripetizione, non la fine del percorso. Nessuno lo fa in malafede: semplicemente, incentivare terapie costose e continue produce pazienti cronici, e nessuno si accorge del momento in cui il percorso è diventato un abbonamento. A questo si aggiunge che i professionisti che ti seguono quasi mai si parlano. Il fisioterapista non sa cosa ti ha detto il nutrizionista, lo psicologo non sa che hai un dolore che ti sveglia. Ognuno lavora sul suo pezzo, e il pezzo che manca resta invisibile. Quello che proviamo a fare (ed è il motivo per cui esiste Sanity) è il contrario: togliere più cause possibili invece di aggiungere prestazioni, e mettere in condizione le persone che ti curano di sapere cosa fanno le altre.
Su Sanity Health i professionisti sono verificati per competenza reale: vedi la loro specializzazione, quello che pubblicano e le recensioni, e scegli sapendo con chi hai a che fare.
Il meccanismo detto senza giri di parole. Non è una accusa a qualcuno: è come funziona un sistema pagato a prestazione.
Vale per il corpo come per tutto il resto: quando si insegue solo l'aspetto si perde la funzione, e prima o poi si paga.
Perché la tecnologia, se toglie il lavoro burocratico, restituisce al professionista la cosa che serve davvero: il tempo con la persona che ha davanti.
Non serve diffidare di tutti: servono tre domande, da farsi dopo qualche settimana di qualsiasi percorso. La prima: mi è stato detto cosa dovrebbe cambiare, e in quanto tempo? Un professionista che lavora bene si sbilancia su un'aspettativa, e accetta di essere smentito. La seconda: sto imparando a fare qualcosa da solo, o dipendo dalla seduta? Un percorso sano ti rende progressivamente più autonomo. Se dopo sei mesi non hai in mano niente che puoi fare senza di lui, è un segnale. La terza: quando il percorso finisce? Se la risposta non esiste, o se ogni volta si sposta più in là senza un motivo clinico, è giusto chiederlo esplicitamente. Chiederlo non è mancare di rispetto: è la domanda che un buon professionista si aspetta.
Facciamo un esempio concreto, di quelli che arrivano ogni settimana. Arriva un dolore lombare che torna sempre. Si può trattare il dolore ogni volta che si presenta (e funziona, per qualche giorno. Oppure si va a guardare cosa lo produce: com'è l'appoggio del piede, quanto si muove l'anca, come ci si abbassa per prendere qualcosa da terra, quante ore si sta seduti, com'è il respiro, quanto si dorme. Di solito non c'è una causa sola: ce ne sono quattro o cinque piccole che insieme fanno il quadro. Se ne togli tre, il dolore torna molto meno spesso, e quando torna passa da solo. Non è magia ed è più lento all'inizio) ma è l'unica strada che a un certo punto ti fa smettere di aver bisogno del professionista. Che dovrebbe essere l'obiettivo, non l'effetto collaterale.
Un articolo come questo racconta un punto di vista, non sostituisce il tuo medico. Se hai un sintomo che ti preoccupa, quella resta la prima porta.
Sanity nasce per questo: professionisti verificati per competenza reale, che possono vedere la tua storia se decidi di condividerla, invece di ripartire ogni volta da zero.
Contenuto informativo del Dott. Fabio Di Gennaro, fisioterapista: non sostituisce una valutazione medica individuale.