Mal di schiena quando ti alzi dalla sedia: perché succede e cosa fare
Quei primi passi: cos'è che fa male
Sei seduto da un'ora e mezza, ti alzi per andare a prendere un caffè e la schiena non ti segue. I primi tre o quattro passi li fai piegato, con una mano sul tavolo, e pensi «adesso passa». Infatti passa: dopo venti secondi cammini normale e te ne dimentichi. Poi ti risiedi, e la volta dopo succede di nuovo.
Partiamo da una cosa, così stai tranquillo: quel dolore che arriva quando ti alzi e se ne va camminando, nella grande maggioranza dei casi non è un danno. Non è normale, ma è comune — ed è una cosa diversa dal dolore che resta lì fisso o che ti scende nella gamba.
Quello che senti è una zona che è rimasta ferma troppo a lungo e a cui, di colpo, chiedi di lavorare tutta insieme. Stando seduto la parte bassa della schiena perde la sua curva naturale, i dischi lavorano sotto pressione e i muscoli intorno restano accesi a bassa intensità per tenerti su. Quando ti alzi, quella zona deve tornare in posizione in un secondo. Non fa in tempo, e te lo dice.
È la serranda del garage che non alzi da un mese: la prima volta si inceppa e cigola, dopo due o tre volte scorre. Il problema non è il gesto di alzarla, è il mese in cui è rimasta giù.
Qui c'è il punto che quasi tutti si perdono. Andiamo a vedere cosa succede mentre stai seduto, perché è lì che si prepara tutto quanto.
Da seduto l'anca sta piegata per ore. Il muscolo che porta la coscia verso la pancia, lo psoas, resta accorciato tutto quel tempo — e siccome si attacca proprio alle vertebre lombari, quando ti alzi e lui è ancora corto tira la schiena in avanti. Nel frattempo i glutei, schiacciati sotto di te sulla sedia, si spengono. E quando i glutei non partono, ad alzarti ci pensa la schiena.
Tendenzialmente non è una questione di sedia. Quella ergonomica aiuta, chiaramente, ma la sedia migliore del mondo tenuta ferma tre ore fa lo stesso lavoro di quella brutta tenuta ferma tre ore. Il corpo non è fatto per una posizione sola: è fatto per cambiarla.
Ti stai riconoscendo mentre leggi? Non serve prenotare niente per farsi un'idea: scrivimi in due righe da quanto tempo ti succede e in che momento della giornata è peggio, e ti dico io se è un caso da guardare più da vicino.
Se fosse solo la schiena basterebbe muovere la schiena. Invece in valutazione salta fuori quasi sempre dell'altro, e sono tre cose.
Non devi sistemare tutto insieme, mi raccomando. Il punto è un altro: se guardi solo la schiena togli una causa su quattro, e poi ti chiedi perché torna.
Cose piccole, che stanno dentro una giornata di lavoro. Non sostituiscono una valutazione, ma cambiano parecchio.
Quest'altra sequenza la do spesso a chi lavora al computer, perché prende insieme la schiena e il collo — che nelle giornate alla scrivania vanno quasi sempre in coppia.
Ci sono cose che non si gestiscono da soli e vanno guardate:
In quei casi il primo passo è una valutazione, e a volte serve un altro paio d'occhi: un ortopedico, un neurologo, un esame. Non è scaricare il problema, è togliere le ipotesi grosse prima di lavorare sul resto. E che dirti al 100% senza averti visto non si può: chi te lo dice a distanza ti sta raccontando una storia.
Una cosa che dico spesso a chi sta seduto tutto il giorno: il percorso lo puoi fare da casa. Gli esercizi te li trovi sulla piattaforma e li fai in un quarto d'ora, all'ora che ti riesce — la mattina presto, in pausa pranzo, la sera dopo cena.
Non è un ripiego, è la differenza tra finire un percorso e mollarlo. L'alternativa è trovare un'ora piena ogni volta, più il tragitto e il traffico, negli orari in cui lo studio è aperto: cioè gli stessi in cui lavori tu. Chi ha figli o una giornata piena salta la prima seduta dopo tre settimane, e poi non torna. Piano piano tutti i giorni funziona meglio di una volta ogni tanto fatta benissimo.
Poi ci sono i casi in cui vedersi di persona serve davvero, e in valutazione te lo dico.
Se ti alzi dalla sedia con la schiena bloccata da mesi e vai avanti con lo stretching trovato su internet, il problema non è che non ti impegni: è che nessuno è ancora andato a vedere da dove parte. Nella Consulenza POWER™ guardo come ti alzi, come stai seduto, come respiri e come appoggi, ed esci con il tuo programma. Se poi decidi di fare il percorso, l'importo della consulenza te lo scalo interamente entro 30 giorni.
Se invece hai già le idee chiare e vuoi partire da una valutazione completa:
Contenuto informativo del Dott. Fabio Di Gennaro, fisioterapista: non sostituisce una valutazione medica individuale.