Piede piatto e corsa: perché ti fa male il ginocchio, e la colpa non è del ginocchio
Andiamo a vedere da dove parte
Corri, e dopo qualche chilometro il ginocchio inizia a farsi sentire, spesso all'interno. Ti fermi, riposi, riparti, e torna. Hai fatto le foto, l'ecografia, e magari il ginocchio è a posto. Chiaramente il problema non sta lì dove fa male.
«Sono una PT e mi sono affidata al Dr. Di Gennaro per un problema legato all’allenamento. Dolori alla catena posteriore in flessione e dolori al ginocchio. Abbiamo corretto con esercizi la posizione del piede a terra in allineamento con il ginocchio. Consiglio assolutamente.» Erika Barellas, recensione con appuntamento verificato su Sanity
Un piede piatto, o un piede che crolla verso l'interno a ogni appoggio, porta con sé la tibia. La tibia ruota, e il ginocchio, che è fatto per piegarsi in avanti e indietro, si trova a lavorare di traverso. Quel dolore interno è il ginocchio che protesta per un movimento che non è suo. Ogni passo, migliaia di volte a uscita.
Quello che vedo spesso in studio è che si cura il ginocchio, si mette una fascia, si cambia scarpa. Il ginocchio migliora un po', poi ricomincia. Perché il piede continua a crollare, e il ginocchio continua a seguirlo.
Fatti filmare da dietro mentre corri, anche pochi metri. Guarda il tallone: se a ogni appoggio si inclina verso l'interno e il ginocchio lo segue, il problema è sotto. Poi, da fermo, su un piede solo: se il ginocchio ti cade in dentro appena pieghi, è la stessa cosa a velocità zero.
La scarpa giusta aiuta, ma non insegna. Un piede che lavora è la sola cosa che regge nel tempo. Ci lavoriamo, e il ginocchio tendenzialmente segue.
Il modulo parte esattamente da qui: il test dell'appoggio, la riattivazione dell'arco e della spinta, e poi la corsa con un piede che lavora. È il primo pezzo del Metodo POWER.