Camminare bene per una postura corretta: il tuo passo, la tua energia
La camminata non è solo mettere un piede davanti all'altro
Cammini da quando hai un anno e non ci hai mai più pensato. Eppure è il movimento che fai più volte in assoluto: qualche migliaio di passi al giorno, ogni giorno. Se lo fai in un modo che ti carica male, non te ne accorgi subito: te ne accorgi dopo anni, e di solito con un dolore che sembra arrivato dal nulla.
«A differenza di molti fisioterapisti non mette fretta e gli appuntamenti sono sempre completi. Sempre disponibile ad ascoltare i sintomi senza saltare a conclusioni prestabilite e ottimi follow up nei giorni e settimane a seguire.» Andrea Vilardo, recensione su Google
Un passo fatto bene è una sequenza: arriva il tallone, il peso scorre lungo il bordo esterno, passa all'avampiede, e alla fine il pollice spinge. Se una di queste tappe salta, le altre si arrangiano.
E arrangiarsi ha un costo. Chi non spinge col pollice tira su la gamba con l'anca. Chi non appoggia il tallone irrigidisce il ginocchio. Sono cose piccole, invisibili, ma le ripeti tutto il giorno.
Pensa a un tavolo con una gamba più corta: puoi mettere quanti spessori vuoi sotto il piano, finché non sistemi la gamba il tavolo balla. Il corpo funziona uguale, e il piede è la gamba corta che nessuno controlla.
Per questo, quando mi arriva qualcuno con mal di schiena o col ginocchio che duole, io comincio dai piedi. Non sempre la risposta è lì, ma quando c'è, e non l'hai guardata, continui a girare in tondo.
Ti stai riconoscendo? Scrivimi in due righe cosa senti e quando, e ti dico io se è un caso da valutare di persona.
Il corpo è collegato: il piede alla caviglia, la caviglia al ginocchio, il ginocchio all'anca, l'anca al bacino, il bacino alla schiena. Non è filosofia, è meccanica.
Se il piede cede dentro a ogni passo, la rotazione sale tutta la catena e la zona lombare si trova a compensare mille volte al giorno. I muscoli lì restano accesi, e un muscolo sempre acceso prima o poi fa male.
Questo lo noto ogni giorno in studio. Chi è sotto stress cammina più rigido, respira alto, tiene le spalle su. Chi ha paura di cadere accorcia il passo e guarda per terra.
Non è una cosa da poco: cambiare la camminata cambia anche come respiri e quanto sei stanco a fine giornata. E funziona anche al contrario: quando qualcuno inizia a dormire meglio, la camminata si scioglie da sola.
Mi raccomando: se zoppichi, se hai dolore che ti scende lungo la gamba, se perdi l'equilibrio spesso o ti si addormentano i piedi, non sono cose da sistemare con qualche esercizio letto online. Lì serve una valutazione, e a volte serve un collega.
Nel mio metodo la camminata non è un dettaglio finale: è il punto in cui tutto il lavoro si vede o si perde. Guardo l'appoggio, tolgo i blocchi, riattivo il piede sulle tavolette, e poi ti insegno a camminare in un modo che non ti ricarichi sempre gli stessi punti.
Piano piano, senza pensare a ogni passo per il resto della vita: il corpo, quando trova la strada giusta, se la tiene.
Se il problema si ripresenta da tempo, non ti serve l'ennesimo rimedio temporaneo: serve capire da dove nasce. Nella Consulenza POWER™ valuto appoggio, camminata, postura ed energia, e esci con il tuo programma digitale personalizzato. L'importo è interamente scalato se poi prosegui con un percorso.
Se invece hai già le idee chiare e vuoi partire da una valutazione completa:
Contenuto informativo del Dott. Fabio Di Gennaro, fisioterapista: non sostituisce una valutazione medica individuale.
Camminare bene è la base, e nel modulo POWER Feet è l'ultimo capitolo: prima il test dell'appoggio, poi il piede che si riattiva, poi il passo. In quest'ordine, perché il passo cambia solo se cambia quello che c'è sotto.